3 grossolani errori nella creazione di un logo

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3 grossolani errori nella creazione di un logo.

Specchio specchio delle mie brame, è il mio logo il più bello del reame?

Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano, viveva un principe. Questo principe, che da qui in avanti chiameremo semplicemente “Ugo” decise un bel giorno, di portare il proprio vessillo di fronte allo specchio incantato. Lo specchio, si diceva che rivelasse la verità sulla bellezza di ogni cosa si specchiasse su di lui.

Ugo, alzò il proprio vessillo con orgoglio e con un sorriso brillante sul volto. Lo specchio dopo alcuni istanti, aveva già analizzato il simbolo e quasi (ripeto, quasi) gli si ruppe il cuore nell’elencare tutto ciò che c’era di sbagliato in quel logotipo…

Fiabe a parte, in anni di lavoro a stretto contatto con diverse realtà di Bologna, mi è capitato spesso di imbattermi in quelli che definirei veri e proprio orrori. Più volte mi sono ritrovato dalla parte dello specchio, a dover spiegare con estrema calma e tatto, tutti gli errori, anche grossolani, commessi nella realizzazione del loro logo.

Anche per questo, ho deciso di scrivere un breve articolo, elencando i 3 errori più comuni, commessi durante la creazione di un logo e dell’immagine coordinata di un’azienda.

1) Accozzaglia di colori random

Uno degli aspetti fondamentali di un logo riguarda la memorabilità. Potremmo dire che un logo è tanto efficace in base a quanto il suo aspetto ci riporta alla mente l’azienda di appartenenza (questa regola non è TUTTO ciò che un logo deve fare, ma come linea di partenza va più che bene). Uno dei metodi più veloci per fare questo è attraverso l’utilizzo dei colori. Uno o due colori distintivi che bilanciati tra loro vanno a delineare i contorni dell’immagine aziendale (come bilanciarli lo vedremo in un articolo futuro).

Ho detto “Uno o due…” non a caso, il primo errore che mi capita di vedere riguarda quasi sempre i colori utilizzati. Troppi colori, non faranno che confondere l’utente riguardo la vostra identità, vi rivelo quindi, la prima linea guida per creare un logo “passabile”: Utilizzate dai 2 ai 3 colori diversi e basta.

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Non prendetela come un’analisi completa dell’utilizzo del colore, piuttosto come una delle tante linee guida. Se non vi fidate di me, potete scoprire QUI, chi sono, se ancora non dovesse bastare, provate a dare uno sguardo ai loghi di queste aziende, leader nei rispettivi settori:

3 errori logo cocacola
3 errori logo nikon
3 errori nei loghi disney

Ho messo anche il logo della Disney per fermare quelli di voi che stanno già pensando “Beh, il mio è un lavoro creativo, sono un artista, ha senso che io abbia 17milioni di colori diversi nel mio logo” la risposta pacata sarebbe “la creatività del tuo lavoro non giustifica la quantità dei colori” (vedi la Disney che lavora con animazioni e bambini).

2) Immagini “scarrricate”

Il vero titolo di questo paragrafo dovrebbe essere “immagini rubate che credo di poter usare ma in realtà non posso”. Sono sicuro che se ci pensate bene, anche a voi verrà in mente di aver visto “l’insegna del pub con quei nani molto simili a quelli di Biancaneve” o in toni più generalisti, quel logo molto simile a quello di un’altra azienda più grossa. Capita più volte di imbattersi in questo errore (legalmente perseguibile tra l’altro).
Eccoti quindi la seconda rivelazione, le immagini che trovi “su google” non puoi usarle in nessuna maniera, online, offline, per scopi di lucro o semplice riproduzione. Non puoi. E questo può portare problemi non solo a te, che rubi una foto e la usi senza permesso, ma anche a chi “ti si rende complice”:

Esempio: Servizio di stampa su magliette, viene commissionata la stampa di un personaggio famoso (italiano, estero, originale, editato non fa differenza), colui che stampa è perseguibile a sua volta.
Vedi Articolo proprietà intellettuale.

Quindi, attenzione, usare immagini di cui non si conosce la provenienza potrebbe ritorcertisi contro.
Vi lascio un link ad una delle pagine facebook più utili nel settore: Scudo Grafico

3) Le dimensioni contano (anche se tua moglie ti dice di no)

A colpo d’occhio, con un po’ di esperienza, arrivi subito a capire che un logo non potrà mai funzionare sui piccoli formati. E sai anche già che alla domanda “Avete previsto una variante più piccola?” riceverai di risposta uno sguardo confuso e la frase “Non si può rimpicciolire questo?” (in alcuni casi si, si può).

Può essere un concetto ostico se non lo si è mai affrontato prima, ma vi assicuro che è incredibilmente semplice. Ripensate al primo punto di questo articolo “un logo deve essere riconoscibile” e ora prendete il vostro logo e rimpicciolitelo fino alla dimensione minima che prevedete di usare. . .fatto? Bene, molto probabilmente, nella realtà dei fatti vi servirà ancora più piccolo di così.

Andrebbe quindi ideato, in modo tale che certi elementi possano essere resi minuscoli, alcuni elementi cancellati direttamente per preservare un aspetto bilanciato, coerente e riconoscibile a colpo d’occhio. Quindi non vale fissarlo 10 minuti e poi venirmi a dire “Ma io lo distinguo!” perché a quel punto non conta più.

Alla fine di tutto questo, posso dirti per certo che ho trattato alcuni argomenti con estrema superficialità, per renderli fruibili anche a che è alle prime armi, anche al nostro principe Ugo, che sicuramente in futuro si rivolgerà a un professionista (io ad esempio non commetto nessuno degli errori sopracitati).

Puoi trovare maggiori informazioni sul mio servizio di realizzazione logo qui: Realizzazione logo Bologna

Matteo Bonfiglioli

About Matteo Bonfiglioli

Matteo Bonfiglioli, lavora a Bologna come grafico pubblicitario. Da 6 anni collabora con diversi studi tra Bologna e provincia. Diplomatosi come grafico pubblicitario, si è poi specializzato (corsi IFTS) nel web design e nel video editing. La sua curiosità morbosa lo porta a studiare costantemente discipline come "SEO" e "Web marketing".

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